Itinerario Brescia 2 – Da piazza Arnaldo al Foro Romano.

Itinerario Brescia 2 Piazza del Foro

Itinerario Brescia 2 va da piazza Arnaldo al Foro Romano.

Itinerario Brescia 2 ha una durata indicativa di 5 h e tocca Piazza T. Brusato, S. Maria Calchera, S. Salvatore, S. Maria in Solario, Museo di S. Giulia, Tempio Capitolino, S. Marco e S. Clemente.

Giunti in piazzale Arnaldo, dopo aver parcheggiato, seguendo l’Itinerario Brescia 2 imbocchiamo, a destra del monumento ad Arnaldo da Brescia, via Alberto Mario.

Piazza Tebaldo Brusato.

Questa strada compie una curva a sinistra e sbocca nella bella piazza alberata che é intitolata a Tebaldo Brusato, un bresciano di parte guelfa che l’imperatore tedesco Arrigo VII fece uccidere in modo atroce nel maggio del
1311.

Itinerario Brescia 2 piazza Tebaldo Brusato

Avvolto in una pelle di bue, il suo corpo fu trascinato nella polvere intorno all’accampamento nemico.

Infine venne decapitato e fatto a pezzi, e questi ultimi furono issati sopra le picche dinanzi alle mura cittadine.

Storia terribile di secoli lontani, che contrasta con la ridente piazza, ricca d’ippocastani e adorna d’una bella fontana ottagonale a due vasche sovrapposte.

Palazzo Cigola.

Qui merita d’essere visto, anche se per pochi istanti, lo splendido palazzo Cigola, il quale fa angolo nella piazza, ma ha la sua più bella facciata in via Carlo Cattaneo.

Questo palazzo, situato di fronte a via Alberto Mario (da cui provenivamo), risale al sedicesimo secolo e appartenne ad una nobile famiglia bresciana che si distinse nel periodo risorgimentale.

Un Cigola fu condannato dall’Austria ai lavori forzati per motivi patriottici.

Chiesa Santa Maria Calchera.

Compiamo il giro della piazza e facciamo una puntata rapida ad una vicina chiesa, S. Maria Calchera che merita d’essere visitata.

Per trovarla bisogna imboccare e percorrere per poche decine di metri via Trieste, posta a sud della piazza in cui ci troviamo.

La chiesa é preceduta da un graziosissimo giardino cintato: oltre il cancello d’ingresso, tra il verde, si vede una bella fontana sormontata dalla statua di
Nettuno, opera di Antonio Calegari.

Consigliamo alturista di volgere le spalle al giardino stesso; avrà dinanzi una bella prospettiva del vicino palazzo Soardi.

Al di là del piccolo giardino privato c’é la chiesa.

Essa, poco appariscente all’esterno, é ricca di belle opere del Romanino, del Moretto e di altri ottimi pittori.

La piazzetta che sta dinanzi alla chiesa e che da essa prende nome si adorna d’un buon monumento marmoreo raffigurante Niccolô Tartaglia, un matematico bresciano vissuto nel 1500.

L’opera é dello scultore Luigi Contratti.

Ma ritorniamo in piazza Tebaldo Brusato e, risaliti in auto, proseguiamo in direzione nord, prendendo via dei Musei.

Girando a sinistra l’angolo che ci immette nella stretta via, conviene non correre per gustare meglio ciò che s’incontra.

Complesso di Santa Giulia.

Ecco, infatti, sulla destra, dopo aver percorso poche decine di metri, Il
complesso architettonico che comprende la chiesa di S. Giulia, la sottostante basilica di S. Salvatore, la chiesa di S. Maria in Solario e i chiostri attigui.

I Longobardi a Brescia - Monastero di San Salvatore

Passando via rapidi poco appare di questo grandioso monastero (I Longobardi a Brescia) che fu celebre nei secoli passati anche per le regine e le principesse di sangue reale che, in ragguardevole numero, qui vennero a rinchiudersi per sempre.

Proseguendo l’ Itinerario Brescia 2 ad andatura modesta si possono notare le strettissime finestrine, simili a feritoie, di una delle chiese, e si riesce a leggere una lapide murata da tempo che ricorda forse la più famosa e certo
la più patetica delle donne che conclusero la loro vita terrena fra quelle mura: Ermengarda, la moglie che Carlo Magno ripudiò intorno all’anno 800 e di cui cantò Alessandro Manzoni in una sua tragedia: l’Adelchi.

Museo di Santa Giulia.

Si accede al Museo, all’interno sono riuniti frammenti di archi, colonne, capitelli, lapidi, formelle, ecc. provenienti dalla sottostante chiesa di S. Salvatore.

Il Museo di Santa Giulia Brescia Croce di Re Desiderio

E poi, ancora, statue marmoree, sarcofaghi, stucchi, bassorilievi, reliquiari (da non trascurare la famosa Lipsanoteca, preziosa scatoletta – reliquiario, tutta d’avorio mirabilmente scolpito!) , vetri, ceramiche, vasi sacri, filigrane e oreficerie, tra cui la pregevolissima Croce di re Desiderio (pezzo di grande valore e capolavoro dell’oreficeria medioevale).

Tutto questo materiale risale all’epoca alto – medioevale e proviene per la
maggior parte dalle numerose chiese e dai monasteri che nella Brescia d’un tempo erano assai numerosi.

Usciti dal Museo, proseguiamo con l’Itinerario Brescia 2 e proseguiamo per via Musei.

Il Tempio Capitolino.

Circa 200 metri ci separano dal Tempio Capitolino.

Tempio Capitolino Brescia Notte

Per gustare con un grande colpo d’occhio l’insieme di questa meravigliosa testimonianza delle strutture Romane a Brescia, portiamoci a metà dell’antistante piazza del Foro e cogliamo il grande monumento architettonico in una visione generale.

Le strutture Romane a Brescia (1)

L’impressione é indimenticabile e la suggestione profonda.

Poi gettiamo uno sguardo, sulla nostra destra, alla fossa recintata da una
ringhiera metallica da cui si eleva, isolata, una colonna corinzia assieme ad altri resti minori.

Essa é l’avanzo dell’antico foro romano che s’estendeva per tutta la lunghezza della piazza, con porticati e colonne.

Le case che sorsero più tardi nei secoli, hanno finora impedito la prosecuzione di scavi che quasi certamente potrebbero portare a grandi scoperte archeologiche.

Ma entriamo nel Tempio Capitolino, percorsi pochi metri su terreno pianeggiante e osservate, sulla destra, antiche tombe ricoperte.

Salire la scalinata marmorea che, per un largo terrazzo sul quale sorge il colonnato (parzialmente ricostruito, com’é possibile vedere dal colore
e dal materiale che appaiono chiaramente diversi).

La Vittoria Alata di Brescia.

All’interno del tempio, nella cella centrale dedicata a Giove, si trova la Vittoria Alata di Brescia, una statua bronzea risalente al primo secolo dopo Cristo.

La Vittoria Alata di Brescia

Una visita a Brescia non pub dirsi completa se non comprende anche la visione della Vittoria Alata, che della città é ormai divenuta simbolo.

Il Teatro Romano.

Usciti dalla cella di Giove, dirigendosi a sinistra si raggiunge l’area del Teatro Romano.

Itinerario Brescia 2 Teatro Romano

I resti imponenti che recenti scavi hanno riportato alla luce mostrano la grandiosità e la simmetrica bellezza di questo teatro che le invasioni barbariche lasciarono cadere in rovina.

Ora, consigliamo una rapida puntata nella vicinissima piazza G. Labus.

Per raggiungerla bisogna continuare a percorrere piazza del Foro fino in
fondo.

Poi si deve, prendendo a destra, imboccare via Laura Cereto.

Torre d’Ercole.

Alla prima trasversale, a destra, fa angolo una torre medioevale della città: Torre d’Ercole.

Da notare le parti bugnate affioranti: esse provengono dal saccheggio a fini edilizi degli antichi monumenti romani, avvenuto nel corso dei secoli.

Questa torre, ridotta, oggi, ad abitazione privata e che non supera i 15 metri, in origine era assai pit alta.

Fu fatta mozzare nel 1258 da Ezzelino da Romano, un prepotente
signore feudale imparentato con l’imperatore Federico II di Svevia.

Chiesa di San Marco.

Ma proseguiamo in via L. Cereto e vediamo, sul lato destro, l’abside dell’antica chiesa romanica di S. Marco.

Itinerario Brescia 2 Chiesa di San Marco

Se l’esterno é interessante per la linea architettonica, l’interno lo é meno perché é stato restaurato di recente.

Vi si possono solo vedere alcuni resti di antichi affreschi e una tela di Pietro Marone, artista bresciano del 1600.

Dopo la chiesa, l’ Itinerario Brescia 2. ci porta in piazza G. Labus.

Qui meritano d’essere viste: la facciata della casa al n. 3 (che conserva tre colonne romane, grosse pietre bugnate e pezzi di trabeazioni provenienti da antichi edifici romani e incorporati nel muro) e la vetusta vasca che serviva da abbeveratoio e da fontana nei secoli passati.

Spostandosi di un paio di metri a destra della fontana si gode d’un simpatico scorcio ottocentesco.

Imboccato di fronte il vicolo S. Clemente, percorriamo ora cinquanta passi giusti giusti.

Chiesa di San Clemente.

Ci troveremo così dinanzi alla chiesa omonima.

Itinerario Brescia 2 Chiesa di San Clemente

Questa bella chiesa, risalente a prima dell’anno mille, venne rifatta nel 1840
da Rodolfo Vantini, architetto e archeologo bresciano, che le tolse il volto originario.

Ma la bellezza del tempio, più che nelle sue linee architettoniche, sta
nell’insieme dei dipinti e delle opere che qui sono raccolte: molti quadri del Moretto (che qui é sepolto: la tomba si trova appena entrati a sinistra), un quadro del Romanino, resti di affreschi del Foppa e del Gambara, statue marmoree del Callegari, e poi tempere e tele di artisti minori, ma non per questo meno delicati o vivaci o interessanti dei sommi con cui si trovano in compagnia.

Uscendo dalla chiesa, per concludere l’ Itinerario Brescia 2, é meglio proseguire nel vicolo S. Clemente, superare una fontana posta sulla destra e imboccare via Veronica Gambara.

ln pochi minuti raggiungeremo il parcheggio dell’automobile.

Itinerari Brescia

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Escursione Rocca di Bernacco - Sentieri Bresciani

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