Escursione alle Incisioni Rupestri della Valle Camonica.

Le Incisioni Rupestri della Valle Camonica sono una testimonianza della preistoria bresciana.

Incisioni Rupestri della Valle Camonica. escursini brescia - sentieri bresciani (4)

L’ escursione alle Incisioni Rupestri della Valle Camonica porta quindi a vivere un esperienza storica, colturale ma anche a vivere la natura tra sentieri e mulattiere.

Itinerario.

Partenza: Sonico (650 m)
Arrivo: Coren del le Fate (770m)
Dislivello: 120 m
Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti (intero percorso)
Difficoltà: medio/facile

Incisioni Rupestri della Valle Camonica. escursini brescia - sentieri bresciani (1)

Risalita la Val Camonica, poco prima di giungere a Edolo si devia  a destra in direzione di Sonico dove si trova parcheggio accanto al  Municipio.

Da qui ci si incammina verso nord per una cinquantina  di metri fino a una piazzetta, poi a destra si imbocca via della Monega.

Incisioni Rupestri della Valle Camonica. escursini brescia - sentieri bresciani (5)

Subito dopo si trovano i primi cartelli indicatori del percorso  e si esce dall’abitato.

Camminando piacevolmente fra prati e castagni secolari.

In breve si nota sulla sinistra uno spiazzo e un pannello  metallico recante il logo dell’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni  Unite per l’educazione, la scienza e la cultura: qui si lascia la strada e si prosegue a sinistra, lungo una mulattiera acciottolata.

Si superano altri pannelli illustrativi e appena oltre si imbocca a sinistra il tracciato, ora un po’ più ripido, che zigzagando sale fino al Coren de le Fate.

Incisioni Rupestri della Valle Camonica. escursini brescia - sentieri bresciani (1)

Un percorso ben protetto da apposite staccionate e gli immancabili pannelli esplicativi permettono un’istruttiva visita al sito.

Va precisato che i pittogrammi non sono sempre evidenti, ma grazie ai
rilievi rappresentati nei pannelli informativi risulta comunque possibile scorgere le singole incisioni.

Poco più in alto si nota anche una capanna in legno che consente una piacevole sosta e da cui prende avvio il percorso che conduce al  Cornel de l’Aiva, nostra successiva meta.

Si segue verso sinistra il sentiero, segnalato da apposite frecce in legno, poi si supera una sorgente, quindi si risale per alcuni metri  per procedere in seguito più piacevolmente a mezzacosta.

Dopo una breve discesa si arriva al masso inciso detto Cornel de FAiva, alla cui sinistra si nota anche il sentiero in discesa che percorreremo  al rientro.

Dopo una doverosa sosta si imbocca infatti tale sentiero, tornando in breve sulla mulattiera già percorsa in precedenza.

Incisioni Rupestri della Valle Camonica – Storia

Nel 1979 le incisioni rupestri della Valle Camonica furono il primo sito italiano ad essere riconosciuto quale Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

I “pitoti”, come sono confidenzialmente chiamati i pittogrammi che
rappresentano gli uomini preistorici. divennero non solo l’emblema della valle ma anche il simbolo della Regione Lombardia che adottò la Rosa Camuna quale proprio stemma ufficiale.

L’uomo apparve in Valle Camonica nel VII millennio a.C., dopo il termine
dell ‘ultima glaciazione.

Da allora gli uomini passati e vissuti in questi luoghi hanno lasciato tracce
della loro civiltà, oggi riscontrabili non solo nelle necropoli e nei resti dei
centri abitati, ma anche nelle raffigurazioni delle scene di vita quotidiana incise in migliaia di pittogrammi, su grandi rocce levigate dal ghiaccio e su massi erratici.

Nascoste per millenni dalla vegetazione, le incisioni rupestri vennero riscoperte nel 1909 da Walter Laeng, noto alpinista e storico bresciano, e da allora (anche se ci volle qualche anno) l’interesse degli archeologi è andato crescendo, facendo della Val Camonica, con oltre 300 mila figure incise, il punto di riferimento mondiale per la ricerca nell’archeologia rupestre.

Negli anni Trenta del secolo scorso la notorietà delle incisioni si diffuse in Italia e all’estero; nel 1955, con l’istituzione del Parco nazionale di Naquane, iniziò anche la tutela del patrimonio rupestre.

L’anno successivo iniziarono gli studi di Emmanuel Anati che scopri nuove zone istoriate e portò alla fondazione, nel 1964, del Centro Camuno di studi preistorici, vero motore propulsivo della ricerca in materia.

Realizzate nell’arco di ottomila anni, le incisioni rupestri sono diffuse in oltre 100 località della Val Camonica, e se ne riscontra presenza in tutto l’arco alpino, senza però raggiungere la concentrazione qui presente.

Tipologia Incisioni Rupestri della Valle Camonica

Esse possono essere di tipo figurativo e simbolico, oppure possono consistere in più semplici segni lineari o coppelle, i piccoli incavi artificiali scavati nella roccia.

Incisioni Rupestri della Valle Camonica. escursini brescia - sentieri bresciani (1)

Si ritiene che le incisioni più complesse siano l’opera di antichi sacerdoti, quale parte di un gesto rituale che rappresentava un modo per pregare e per comunicare con le forze soprannaturali.

I “graffiti” più semplici sarebbero invece opera delle persone comuni.

Con la passeggiata qui proposta scopriremo l’area archeologica di Sonico, una delle zone istoriate meno conosciute della Val Camonica.

All’interno di un bosco maestoso sorge infatti l’area definita “Coren de le Fate” che raccoglie pittogrammi risalenti a un lunghissimo periodo.

Incisi su rocce micascistiche, più ruvide e difficili da graffiare rispetto alle arenarie che si trovano nella media Valle Camonica.

Segnalate per la prima volta negli anni ’50 da don Vittorio Bonomelli, a quel tempo parroco di Sonico, furono poi oggetto di ripetute ricerche che hanno portato anche alla scoperta della “mappa topografica” del Cornel de l’Aiva, un dosso roccioso poco distante dal Coren de le Fate.

Nel 2007 venne inaugurato il percorso archeologico.

Consente di visitare l’importante sito, in cui si possono osservare pittogrammi rappresentanti il culto del sole, figure antropomorfe e alcune coppelle.

Di quest’area oggi sappiamo che furono prevalentemente tre i periodi di istoriazione.

Le figure più antiche, consistenti in raffigurazioni circolari, risalirebbero a un periodo compreso fra il Neolitico recente e la prima età del Rame (IV-III millennio a.C.).

A queste sarebbe poi seguito un secondo periodo di istoriazione durante l’età del bronzo (II millennio a. C.), a cui si potrebbe ricondurre la mappa “topografica’:

Le più recenti figure risalirebbero invece all’età del Ferro (I millennio a.C.), e consistono nelle istoriazioni a forma di paletta.

Lo stesso toponimo ‘Coren de le Fate” è conosciuto anche come “Coren de le Strie e testimonia la tradizione orale che richiama gli antichi culti pagani esercitati in questi luoghi a cui successivamente sono state associate misteriose storie di streghe e di fate.

Altri siti delle Incisioni Rupestri della Valle Camonica.

Oltre al sito rupestre di Sonico si consigliano naturalmente anche le
visite al:

  • Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane a Capo di Ponte.
  • Parco Seradina – Bedolina, a Capo di Ponte.
  • Riserva naturale delle incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo, Paspardo.
  • Parco di interesse sovracomunale del lago Moro Luine e Corni Freschi a Darfo Boario Terme.

Incisioni Rupestri della Valle Camonica.

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