Il Conte Crudele – Leggende Bresciane

Il Conte Crudele

Il Conte Crudele è tra le Leggende Bresciane poco conosciute.

Al tempo dei feudi, quando i nobili scorrazzavano in lungo e in largo per le contrade della Bassa ed erano incontrastati e crudeli Signori, le ingiustizie erano tante e i delitti impuniti non si contavano.

Un giorno il Conte stava attraversando un vasto bosco in località Barco, presso l’Oglio, proprio dove le terre del nobile bresciano lasciavano il passo a quelle di milanese ragione.

Col suo imponente cavallo superò un guado, presso l’Isola dell’Uccellanda.

Il Conte Crudele portava arpionata all’animale una balestra nuova fiammante che intendeva provare cacciando qualche animale selvatico: magari un lupo, un orso di pianura, oppure un cinghiale.

Si sarebbe accontentato anche di un trofeo meno nobile: un tasso, una lepre o qualche oca che si fosse involala sopra ai saliceli.

Ma quel giorno non si sentiva un rumore, non si vedeva un solo animale, non un volo.

Il Conte Crudele annoiato e incattivito per la sfortuna, con la freccia armata, l’uomo arrivò presso una macchia densa di querce.

Sulla sommità di una pianta stava arrampicato che pareva uno scoiattolo il figlio del maniscalco: Giorgino.

-Ei tu -disse il cavaliere- cosa fai lì.

-Ho trovato un nido di cornacchia, signor Conte. Ci sono dentro due piccoli che vorrei allevare per gioco.

Il Conte Crudele, terribile Signore, allora ordinò al ragazzo di farsi vedere meglio e di mostrargli i piccoli corvi.

Il ragazzo obbedì, e mentre si sporgeva dai rami, raggiante per la sua impresa, fu raggiunto al cuore dalla saetta della nuova balestra.

Cadde al suolo senza un lamento.

Solo quando il corpicino, con un tonfo sordo, raggiunse il suolo per rotolare verso le acque del fiume sino a lambirle, il
delinquente si rese conto di quello che aveva fatto.

Ma lui, il Conte Crudele, era il padrone, nessuno si sarebbe azzardato a protestare o lamentarsi per lo svago che si era preso.

Era o no il Signore di quelle terre?

Senza scendere da cavallo s’avvicinò a Giorgino.

-Beh, è solo il figlio di un mio servo.

E si andò a rintanare nel suo castello.

Nessuno si ribellò, non ci furono sommosse, ma una madre, da quel giorno, pianse lacrime amare.

E Il Conte Crudele?

Si racconta che non ebbe. più pace.

Il Conte Crudele

Leggende Bresciane

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