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I Camuni dell’Adamello e le loro volontà.

I Camuni dell’Adamello – Leggende Bresciane
Dalla memoria dei secoli emerge una leggenda de i Camuni dell’Adamello che la gente, gelosa custode delle tradizioni popolari, ama ancor oggi rinarrare alle generazioni che salgono.
Si racconta, dunque, che nel tempo dei tempi, non appena Iddio Onnipotente ebbe creato la Valle Camonica, volle scendere ad ammirarla piià da vicino, magari per apportarvi inevitabili ritocchi e per rispondere ad eventuali desideri espressi dalla sua gente.
Sul principio trovò che le montagne, superbamente ammantate di verde e ricche di boschi e di foreste, sarebbero state più smaglianti se qua e là fulgide cime nevose ne avessero abbellito l’aspetto.
Batté le mani e sull’istante, ad un suo comando, schiere d’angeli provvidero a sfioccare della candida neve sulle vette più alte.
Alla più imponente, a cui aveva imposto il nome di Adamello, domandò che cosa di più avrebbe preferito chiedere.
«Il dono dei riflessi dorati perché io possa brillare in eterno in faccia ai cieli della Valle».
L’Onnipotente rispose:
«Ti sia concesso: avrai i riflessi dorati in gara con la purità dei cieli».
Sorrise compiaciuto ali’Adamello maestoso e si accinse ad incontrare le genti della Valle.
Prima vennero a lui i giovani.
«Che cosa volete?» domandò loro.
«La gioia!» risposero senza esitare.
«E gioia avrete! Siate dunque felici…» concesse il Creatore.
Poco più oltre, gli si fecero incontro degli uomini non ancora sposati, scapoli vengono detti da quelle parti.
«Voi che cosa volete?»
«La gioia» domandarono subito ad una voce.
«L’ho già concessa ai giovani…»
«Allora il buontempo…»
«E buontempo avrete…» disse loro l’eterno Padre.
Proseguendo il cammino, ecco un gruppo di anziani farsi incontro
a implorare donativi.
«Che cosa volete?» domandò loro il Creatore.
«La gioia!» dissero subito.
«E già dei giovani!».
«Del buontempo, allora».
«L’ho dato ai celibi…».
«Pazienza!» sospirarono.
«E pazienza avrete!» concesse loro, pensando che gliel’avessero
chiesta con spontanea volontà.
Fu la volta delle nubili, le ragazze non maritate che lassù vengono
chiamate zitelle:
«Dateci la gioia, Signore dell’universo».
«E dei giovani».
«Il buontempo…».
«E dei celibi».
«La pazienza di sopportare…».
«E dei vecchi ormai».
«Oh! Rabbia…» sfuggì loro, al colmo della delusione.
Il Creatore non perse un attimo e disse loro: «Vi sia dunque concessa la rabbia…».
Gli si fece incontro, a questo punto, un padre di famiglia.
«Tu che vuoi?» gli domandò.
«La gioia…».
«Non è per te!».
«Il buontempo».
«Scordatelo!».
«La pazienza, almeno».
«Nemmeno per sogno».
Esitò un istante e mentre aspettava di formulare una nuova domanda, sussurrò:
«Fatemi pensare…».
«E da pensare avrai…» concesse subito il Creatore.
Da ultimo, si presentò una madre di famiglia:
«Che cosa vuoi dal tuo creatore?».
«Tutto quanto spetta ad una madre!».
Ma dopo che ebbe esaurito invano le varie umane richieste, concluse con un sospirone:
«Ah! Ma è proprio un bel da fare!».
Iddio decise sull’istante di concedere alla madre quanto aveva udito e disse:
«Va bene, ti concedo il tuo “bel da fare”!».
Così, la leggenda de i Camuni dell’Adamello lascia trasparire quello che in Valle, e non soltanto là, si ripete da sempre: allorché il Creatore lasciò la Valcamonica ai Camuni, per recarsi altrove, i giovani ebbero la
loro parte di gioia, gli scapoli il buon tempo, le zitelle un’abbondante dose di rabbia, i vecchi molta pazienza da portare, i padri il loro bravo «pensare» e le madri un gran «da fare» in casa con figli e marito.
I Camuni dell’Adamello
Tratto da ” Trenta Leggende Bresciane ” di Lino Monchieri

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